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Lana Super 100’s, 110’s e 130’s: cosa vuol dire quella sigla sull’etichetta?

Lana Super 100’s, 110’s e 130’s: cosa vuol dire quella sigla sull’etichetta?

Di higrade
8 set 2021

Sull’etichetta di un abito uomo di qualità c’è sempre quel numero. Super 100’s, Super 110’s, Super 130’s. A volte anche 150’s. La maggior parte delle persone la sfiora con gli occhi e passa oltre. Eppure quella sigla dice esattamente di che pasta è fatto il tessuto che stai comprando — e se vale quello che costa.

Non serve diventare esperti di tessitura per capirlo. Basta sapere cosa cercare.

Da dove vengono questi numeri

Il sistema “Super S” è una classificazione internazionale che misura la finezza delle fibre di lana merino. Il numero indica quante matasse di filo si possono ricavare da 453 grammi di lana grezza. Più alto è il numero, più fine è la fibra.

La finezza si misura in micron — un millesimo di millimetro. La lana Super 100’s ha fibre di circa 18,5 micron. La Super 130’s scende a 17,5 micron. La Super 150’s arriva a 15,5 micron o meno. Differenze minime sulla carta, enormi nella pratica.

Super 100’s: più robusta di quello che sembra

La Super 100’s non è il minimo sindacale — è un tessuto eccellente, usato da lanifici storici come Vitale Barberis Canonico e Reda per abiti destinati a durare e lavorare. È la scelta di chi indossa l’abito spesso: regge meglio all’uso quotidiano, si sgualcisce meno, mantiene la forma nel tempo.

Chi porta un abito uomo al lavoro cinque giorni su sette — con riunioni, spostamenti, qualche ora in macchina — fa bene a stare in questa fascia. La resa è ottima, il tatto è piacevole, e non bisogna starci sopra con i guanti.

Super 110’s e 120’s: il punto di equilibrio

Salendo di numero si entra nella fascia dove molti esperti di sartoria identificano il compromesso ideale. Finezza percepibile al tatto, caduta del tessuto più morbida e fluida, un lustro naturale che si vede. La robustezza non viene sacrificata in modo significativo, ma il salto di qualità rispetto alla 100’s si sente.

Sono la scelta preferita per abiti da cerimonia che verranno indossati più di una volta. Un abito doppio petto in Super 110’s o 120’s ha una presenza e un peso visivo che si percepisce immediatamente — anche da chi non sa nominare il tessuto.

Super 130’s e oltre: lusso con qualche compromesso

La Super 130’s è la vetta della qualità tessile accessibile. Al tatto sembra setoso. La caduta è impeccabile. La lucentezza è quella degli abiti da fotografia.

Il rovescio della medaglia c’è, ed è importante conoscerlo prima di comprare. Più la fibra è fine, più è delicata. Una Super 150’s non va indossata ogni giorno: si sgualcisce facilmente, richiede attenzione nell’uso, si consuma prima se stressata regolarmente.

Per le giacche uomo destinate a un uso esclusivamente formale e occasionale, una Super 130’s è un investimento che ha senso. Per una giacca che si indossa tre volte a settimana, meglio fermarsi alla 100’s o 110’s e non rischiare.

Come leggere l’etichetta

La dicitura “Super 100’s” o equivalente si trova sull’etichetta del tessuto o nelle specifiche tecniche del prodotto. Quando manca, è spesso un segnale che il tessuto non rientra in questa classificazione — e vale la pena saperlo prima di comprare.

Cerca anche il nome del lanificio: Vitale Barberis Canonico, Loro Piana, Ermenegildo Zegna, Reda, Scabal sono tra i più noti. Un tessuto dichiarato di uno di questi è già una garanzia di partenza, indipendentemente dal numero Super S.

La regola semplice per non sbagliare

Uso quotidiano e frequente: Super 100’s o 110’s. Cerimonie importanti a uso regolare: Super 120’s o 130’s. Occasioni speciali, uso raro, massima ricercatezza: Super 130’s e oltre.

Il numero più alto non è sempre la scelta migliore. È la scelta più adatta all’uso che ne farai — che è l’unica cosa che conta davvero.